Letterina alla riserva di Babbo Natale

Il nostro Babbo Natale è uno che sa accettare la panchina

Il nostro Babbo Natale è uno che sa accettare la panchina

 

Cara riserva di Babbo Natale, e così neanche quest’anno hanno indetto il turnover dei Santa Claus e neanche quest’anno il titolare ha tirato le cuoia. Ti tocca un altro Natale al bancone del bar, a rivangare su quello che potevi essere e non sei stato, mentre ti consoli con un drink insieme a Claudio Lotito, che dopo Carpi e Frosinone in Serie A, deve digerire persino Spezia e Alessandria nei quarti di Coppa Italia.

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L’oroscopo infame: Bilancia

(23 settembre – 22 ottobre)

Abbiamo chiesto ad un celebre cantautore italiano di sintetizzare le caratteristiche salienti del suo segno: “Fecondo l’aftrologia occidentale, la Bilancia è un fegno zodiacale cardinale e d’aria governato da Venere. In questo fegno Faturno si trova in efaltazione, Marte in efilio, il Fole in caduta. È opposto al fegno dell’Ariete”. Ringraziamo Jovanotti, nato il 27 settembre e quindi Bilancia affendente Fcorpione. E approfittiamo per fargli gli auguri per i suoi 49 anni (Lorenzo, a te Peter Pan ti fa un baffo. Non un basso, Lore’, proprio un baffo).

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Mettete quei pugni chiusi in un tweet

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Appunti per un tweet rivoluzionario

 

Dei pugni chiusi di Tommie Smith e John Carlos lo sport avrebbe ancora bisogno. Avrebbe bisogno di chiudere in uno scatolone per qualche minuto lustrini, paillettes e montagne di soldi e di recuperare una maschera un po’ sfrontata e (in senso buono) militante. Allora, sullo sfondo delle Olimpiadi messicane del 1968, c’erano l’America razzista, i carrarmati sovietici a Praga, la strage di studenti a Città del Messico, il Vietnam. Oggi l’Islam integralista e la guerra di religione, i traffici di migranti, la globalizzazione selvaggia e la stessa America razzista di ieri.

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Serena e vegana

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Serena Williams in una tipica posa vegana

 

Mettiamo che la comunità mondiale vegana, stanca di passare per una sottocultura un po’ snob, si decida a fare seriamente proselitismo. Mettiamo che si impegni a combattere il mainstream onnivoro attraverso social e mass media. Un attacco frontale, una sfida (per una volta, è il caso di dire) all’ultimo sangue. Immaginiamo il gotha vegan che si riunisce e decide di incaricare un qualche guru della comunicazione che, pronti via, propone una campagna coi controcazzi. Punto primo del programma: individuare un testimonial forte, fortissimo, che impugni ciecamente il vessillo del veganismo e aiuti a spazzare via tutto l’assortimento degli stereotipi sul veg: oltranzista, hippie, settario, magro, debole, addirittura malaticcio.

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