L’intervista infame: Riccardo Pittis

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Pittis, ambidestro anche nell’esultanza

 

Ci sono talmente tanti cambiamenti nei 18 anni di A1 di Riccardo Pittis che neanche il miglior (o peggior) Clemente Mastella a cavallo tra Prima e Seconda Repubblica. Una sola costante, a differenza di Mastella: la capacità di essere decisivo. In molti modi diversi, ma sempre decisivo. Fin da subito, già a diciotto anni, nello scudetto 1987 che completò il Grande Slam dell’Olimpia. Quando coach Peterson, in gara tre di finale contro Caserta, sul 2-0 ma sotto di diciannove e con l’inerzia che sembrava girare, lo scaraventò in campo quasi per disperazione. Ottenendone dieci punti, con due bombe e una palla recuperata decisiva, e il tricolore.

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L’intervista infame: Flavio Tranquillo

La Bibbia di ogni Infamedipalla a spicchi

La Bibbia di ogni Infamedipalla a spicchi

 

Io sono notoriamente un buono: non ho mai partecipato ad una rissa in vita mia, le poche volte che ho litigato risalgono alla mia tarda adolescenza, mi sottraggo sempre alle discussioni accese, quando proprio non posso recito sempre il ruolo del mediatore, evito con grande metodo di essere polemico o sgradevole. Forse difetto di personalità o forse, come disse lo psichiatra alla visita militare, ho un tale bisogno di piacere agli altri che mai mi farei un nemico gratuito. L’unica volta nella mia vita adulta in cui ho avvertito un ignorantissimo istinto violento é stata per colpa di Flavio Tranquillo.

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