5 nomi infami per il dopo Marino

 

"Al Campidoglio? Ci andrei di corsa"

“Al Campidoglio? Ci andrei di corsa”

 

E quindi alla fine Ignazio Marino ha gettato la spugna. Sotto assedio mediatico e popolare, messo alla porta dal suo stesso partito, il sindaco di Roma ha annunciato le dimissioni lasciando la patata bollente della sua successione nelle mani di Matteo Renzi. Colui che lo aveva voluto con la determinazione con cui Mancini ha fatto ingaggiare Perisic e Felipe Melo e, secondo un’antica tradizione zen, lo ha scaricato con la nonchalance con cui lo stesso Mancini, quando li incontra alla Pinetina, fa finta di non conoscere Ljajic e Montoya.

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Lo zen e l’arte della manutenzione dello spogliatoio

Prandelli mentre se ne va a quel paese

Prandelli mentre se ne va a quel paese

 

A luglio scorso, di ritorno dal mondiale brasiliano, Cesare Prandelli avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di evitare il linciaggio in patria. Alla disperata ricerca della certezza di non rientrare in Italia, stava meditando di andare in India e sparare a due pescatori quando, nella sorpresa di tutti, arrivò la proposta da parte del Galatasaray.

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