L’insostenibile leggerezza dell’essere Clay

Clay Regazzoni

Clay Regazzoni, che “aveva un solco lungo il viso, come una specie di sorriso”

 

Gianclaudio Giuseppe Regazzoni, in arte Clay, era un pilota istintivo, aggressivo, con un cuore enorme, una propensione al rischio molto oltre la media e una competenza meccanica che solo chi è cresciuto nell’officina di famiglia può avere. Non era un fuoriclasse assoluto, ma di sicuro era un campione. Se non lo sei non vinci il titolo europeo di Formula 2 o non conquisti 5 Gran Premi iridati in Formula 1. Soprattutto, se non sei un campione non affascini Enzo Ferrari al punto da mollarsi e riprendersi come si fa solo tra innamorati.

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Alex Zanardi, l’Ironman e altre contraddizioni in termini

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Zanardi mentre stacca i ciclisti a mani basse

 

Sarà che ho sempre considerato l’incidente in gara, anche quello più estremo, un rischio professionale accettabile per (oltre che accettato da) il pilota automobilistico. Ma inizialmente la parabola di Alex Zanardi mi ha appassionato pochissimo.

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