Un post-it di nome Berruto

Berutto, nessuna sfumatura di grigio

Berruto, nessuna sfumatura di grigio

 

Avviso ai lettori: questo NON è l’ennesimo pezzo piuttosto retorico sulle dimissioni di Berruto. Questo pezzo non è scritto per voi, questo pezzo è scritto per me: non è un post, è un post-it appiccicato sul frigo della mia cucina virtuale come un memento.

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Mia figlia andrà a scuola da Velasco

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Il professor Velasco durante una lezione

 

Da meno di tre mesi sono padre di una bimba. Spero che un giorno voglia fare sport e ne scelga uno di squadra, ma tremo all’idea di tifare per lei in una partita di pallavolo. Intendiamoci, non ho niente contro la pallavolo. Semplicemente non mi diverte, ma devo ammettere che è un problema mio: più che dalla bellezza tecnica o atletica del gesto, sono attratto dalle variabili tattiche. E nel volley ne intuisco poche, mi sembra tutto molto basico e ripetitivo. Però, sono abbastanza certo che un pezzettino di questo sport entrerà comunque nella sua formazione, attraverso le parole di quel genio assoluto che risponde al nome di Julio Velasco.

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Non conoscendo affatto la statura di Dio

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Trova l’intruso

 

Ogni volta che, in un raptus di zapping, inciampo in una partita di pallavolo, o almeno tutte le volte in cui non cambio canale subito, la mia attenzione viene immediatamente catturata da colui che indossa una maglia diversa dagli altri. Finendo per concentrarmi quasi ossessivamente sui suoi movimenti, nel tempo ho appreso un po’ di cose sul suo conto: si chiama libero, di solito è il più basso dei sei, entra ed esce dal campo, gioca in seconda linea, non può concludere le azioni. Continua a leggere