Letterina alla riserva di Babbo Natale

Il nostro Babbo Natale è uno che sa accettare la panchina

Il nostro Babbo Natale è uno che sa accettare la panchina

 

Cara riserva di Babbo Natale, e così neanche quest’anno hanno indetto il turnover dei Santa Claus e neanche quest’anno il titolare ha tirato le cuoia. Ti tocca un altro Natale al bancone del bar, a rivangare su quello che potevi essere e non sei stato, mentre ti consoli con un drink insieme a Claudio Lotito, che dopo Carpi e Frosinone in Serie A, deve digerire persino Spezia e Alessandria nei quarti di Coppa Italia.

Però pure te, e che cazzo, se davvero vuoi prenderti il posto di titolare, un minimo di impegno dovresti pure dimostrarlo. Lo scorso anno, su una ventina di desideri espressi ne avessi recapitato uno. Roba che, se al posto nostro ci fosse Zamparini, saresti fuori rosa da un pezzo. Per tua fortuna siamo gente con i piedi per terra e sappiamo che il Babbo Natale titolare col cazzo che esaudirebbe i desideri degli infami. Per questo, e anche perché ci siamo un po’ affezionati a te, hai vinto un altro giro di consegna. Ma facciamo che ti paghiamo a provvigione sulla consegna, o a bonus come fa Raiola nei contratti dei suoi assistiti.

Partiamo con le richieste facili facili, e pure low cost, giusto per incoraggiarti. Prendi un po’ di arance e piazzale sotto gli alberi di Blatter e Platini. Non sia mai che nel 2016 possano servire, in carcere.

Porta subito un panettone a Setúbal. Dici che è troppo poco? Forse non sai che da quelle parti i doni li porta la Befana. E quest’anno è attesa una Befana speciale, si chiama Eva, fa il medico e da settembre non aspetta altro.

Passa da Saxa Rubra, chiedi a Vespa un plastico di uno stadio moderno (figurati se non lo trova nel deposito di Porta a Porta…) e portalo a Barbara Berlusconi. Non potendone avere uno vero, siamo fiduciosi che possa accontentarsi di una riproduzione.

Chiama Valerio Staffelli e fatti dare un paio di Tapiri d’Oro. Poi portane uno a Messi e uno a Cristiano Ronaldo, che ‘ste cazzo di bacheche piene di Palloni d’Oro so’ monotone e hanno fatto arrabbiare i rispettivi arredatori.

Trova il modo di rendere Carlo Tavecchio una persona normale, senza istinti omofobi, razzisti, sessisti. Ah, impossibile? Ok, lascia perdere.

Però una cosa puoi farla di sicuro: fai un salto in Spagna e trova un lavoro come si deve alle madri di Jorge Lorenzo e Marc Marquez. Che sta storia che vendono il loro corpo per pochi euro sta destando non poco imbarazzo nel circuito Moto GP.

Porta un orologio a Travica, Zaytsev, Sabbi e Randazzo. Così evitano di rientrare tardi nei prossimi ritiri della Nazionale di Volley e di far fare la figura dell’integerrimo e incapace masochista a quel brav’uomo di Berruto.

Visto che Usain Bolt ha fatto il quinto tris (100, 200 e 4X100) in sei edizioni tra Olimpiadi e Mondiali, portagli una bella maglia bianconera, magari diventa juventino. Così pure loro c’hanno il loro triplete e la smettono di rompere i coglioni agli interisti. Che già c’hanno i problemi loro.

Fatti un giro a Brindisi e lascia vicino al presepe di casa Pennetta un battipanni infiocchettato. Magari, dopo due o tre mesi a lavare la biancheria di quello scompensato di Fognini, Flavia ci ripensa.

A proposito, vedi di scovare Adriano Panatta in qualche bar delle borgate romane. Sicuramente starà bevendo per la disperazione di non aver trovato in quarant’anni un tennista italiano vero, uno da top ten insomma. Portagli qualche falso incartamento che dimostri che Djokovic aveva un nonno di Roccella Jonica  e grazie al quale potrebbe chiedere la cittadinanza italiana (se ti trovi in difficoltà consulta Moratti, lui è bravo su ‘ste cose). Con la nostra burocrazia sarà italiano a 50 anni, ma nei primi dieci ci sarà ancora. Senza dubbio.

Passa dalla Sardegna e lascia un paraocchi sotto l’albero di Fabio Aru, sperando che lo aiuti a restare lontano da fialette e sospetti. Visto che sei in zona, per favore, metti subito una panchina nel presepe di Meo Sacchetti. E una bel lassativo nel cotechino del Presidente Sardara.

Attraversa l’Oceano, incarta Floyd Mayweather nel sonno, fai un salto a Palm Beach e buttalo giù dal camino della casa di Serena Williams. Speriamo il rumore in piena notte svegli la gestante che, in piena tempesta ormonale, si fiondi in salone per farsi giustizia. E’ la volta buona che sto buffone va ko.

Fai un salto in Texas e monta la piscina di Cocoon negli spogliatoi dell’AT&T Center, in modo che Parker, Ginobili e Duncan arrivino integri e in forma ai playoff. Anche solo per una finale di Western Conference tra Spurs e Warriors. Poi giuriamo che li lasciamo liberi di andare e non scassiamo più le palle.

Prima di rientrare, fai il giro largo e passa dal Sudafrica. Vai da Arnold Pistorius, lo zio che ospita Oscar durante la libertà vigilata. Lascia un antifurto, così gli evitiamo altri spiacevoli misunderstanding. Oh, fai piano quando entri, non vorrei ti scambiassero per un ladro.

Anzi, visto che di sicuro diranno che ti hanno scambiato per ladro, sai che fai? Ruba per davvero. Portati via un po’ di contanti, sistemali in un bel pacco dono e mettili sotto l’albero di Simone Ruffini. Come chi è? Il nuotatore campione del mondo della 25 km in acque libere, la gara più massacrante tra tutte le discipline acquatiche. Quello che, dal gradino più alto del podio dei mondiali di Kazan, con un cartello fatto vedere in mondovisione, ha fatto la proposta di matrimonio alla collega Aurora Ponsalè. Siccome nelle discipline (cosiddette) minori, uno si fa il culo, vince ma resta un perfetto sconosciuto, con tutto quello che ne deriva, noi vorremmo che il loro matrimonio fosse il più bello dell’anno.

Una richiesta fuori tema? Possiamo? Compra una casa a Tarcisio Bertone, un superattico possibilmente, che anche gli umili pastori della chiesa hanno diritto a un tetto.

E questo è tutto, cara riserva di Babbo Natale. Abbiamo grande fiducia in te ma per sicurezza tratteniamo l’imbarazzante foto che ti ritrae ubriaco lo scorso Capodanno. Sappi che basta farla vedere a chi sappiamo noi e, nella lotta alla successione del Santa Claus in carica, ti passa davanti pure Giancarlo Magalli. Scusaci ma, visti i deludenti risultati della letterina 2014, preferiamo tenerti per le palle (di Natale).

Gianni e Danilo

 

PHOTO CREDITS: https://goo.gl/kYtoJI

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