Giacomino, tu vuoi fa’ l’americano

PALLOTTAPIC

James Pallotta spiega ai tifosi romanisti di andare in quel posto

 

Caro Giacomo Franco Pallotta, siamo quelli di Infamedipalla e vorremmo educatamente farti notare che hai detto una cazzata. Non sappiamo se hai ragione o meno e non ci interessa, ma hai sbagliato la mossa, l’uscita, la sparata. Cioè, da un punto di vista strategico, hai tecnicamente pisciato di fuori.

Affermare che questa Roma “merita un altro palcoscenico e un altro pubblico” non è detto che non sia vero, ma significa compromettere disastrosamente – e temiamo irrimediabilmente – il rapporto tra la società e la tifoseria romanista, notoriamente asfissiante quanto sensibile, affamatissima di vittorie e molto molto molto scocciata di attendere in eterno cose che non siano l’ennesima Coppa Italia. Anche perché i tifosi della Roma potrebbero risponderti che sono loro che meritano un’altra Roma. E anche in questo caso non è detto che non sia vero. Noi non stiamo in Curva Sud e non viviamo alla Garbatella, ma abbiamo l’atroce sospetto che sia così.

Cioè, le verità (e presunte tali) si possono dire in molti modi, ma non si possono dire sempre e comunque. L’Italia, anzi l’Italia del pallone, è fatta così: un presidente deve comunque sempre fare il diplomatico e persino il ruffiano. E soprattutto deve sapere che da queste parti quello che altrove passa come “il pubblico paga e ha diritto di criticare” diventa quasi sempre “il pubblico paga o non paga, può gettare merda, ordinare ai calciatori di sfilarsi la maglia, pretendere chiarimenti, qualche volta persino schiaffeggiarne qualcuno”. In America, nella tua America, puoi fare lo spaccone. Perché, caro Giacomino, può pure essere che qualcuno in tribuna centrale ti dia ragione, condivida almeno che la squadra va aiutata prima che massacrata ad ogni retropassaggio; persino in tribuna laterale o nei distinti potresti trovare qualche accolito; ma nelle curve sei fritto. Dal momento in cui il tuo fiato mezzo yankee ha accompagnato quelle paroline di cui sopra (e sorvoliamo sul resto), hai di fatto chiuso la storia d’amore con la gente romanista. E’ un punto di rottura quasi definitivo. Bisogna essere pratici ed evitare di trovarsi nella situazione di poter “riparare” solo e soltanto vincendo a maggio lo scudetto e la Champions League. La situazione è più complessa di quanto riusciamo a scrivere noi (le radio, certi giornalisti, i ”complotti” ecc.), ma resta il fatto che questi anni da presidente della magggica non ti sono serviti a gnente. Roma non è Boston ed è un po’ stramba, esagerata, sbagliata, stronza. Come l’Italia e gli italiani. Garcia, per esempio, è un furbacchione e certi errori non li fa. Pensiamo, insomma, che tu sia stato un po’ pollo e non è nemmeno la prima volta che ti lanci in uscite colorite e ingenue, in smargiassate contro la tifoseria.

Giacomì, potevi comprare il Rosenborg e ‘sti problemi non li avresti mai avuti.

D.S.

 

PHOTO CREDITS: http://goo.gl/pmXrrb

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2 pensieri su “Giacomino, tu vuoi fa’ l’americano

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