SCOOP: Parla il ghostwriter di Bobo Vieri

Esclusiva: Infamedipalla ha fatto uscire dall'ombra lo scrittore del momento

Esclusiva: Infamedipalla ha fatto uscire dall’ombra lo scrittore del momento

 

Esce in questi giorni “Chiamatemi bomber”, l’autobiografia di Bobo Vieri. Un libro pieno zeppo di retroscena di spogliatoio, aneddoti divertenti e storie di vita vissuta tra campo, spiaggia e discoteca. Quando abbiamo appreso la notizia, il nostro primo pensiero è stato: chissà chi è quel poveretto che aveva il compito di mettere su carta pensieri, parole, opere ed omissioni (grammaticali) del Bobone nazionale.

Così ci siamo messi sulle sue tracce. Abbiamo iniziato la ricerca chiedendo direttamente a Vieri chi fosse il suo ghostwriter. Quando ci ha risposto che lui preferisce il White Russian o il Bloody Mary è stato chiaro che serviva un cambio di strategia.

Abbiamo mosso tutti i nostri contatti, i network professionali di tutti i nostri più potenti amici, i servizi segreti e i principali titolari di night club europei. E abbiamo finito per dimostrare scientificamente la teoria dei sei gradi di separazione: ipotesi secondo la quale ogni persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze e relazioni con non più di 5 intermediari. Infatti, abbiamo il carrozziere in comune con il pusher di un dj di Rimini che anni fa aveva abbordato una tipa che era cugina di un alto dirigente Telecom ai tempi di Tronchetti Provera.

Il quale ci ha spifferato il nome dello scrittore ombra, un ex investigatore privato che intercettò e pedinò Bobone ai tempi dell’Inter. Finendo per diventarne amico, confidente e biografo. Soprattutto perché era a conoscenza di cose che lo stesso Vieri ignorava di se stesso. Per questo, il ghostwriter ha finito per diventare una sorta di hard disk esterno del buon Christian (non chiedeteci dove collegasse il cavo di alimentazione).

Abbiamo chiesto una intervista all’ex investigatore. Ce l’ha concessa, a patto di rimanere anonimo.

D: Perché questa scelta di anonimato?
R: Non vorrei che me lo chiedessero altri calciatori. Vi immaginate cosa significherebbe fare come mestiere il biografo di Gattuso, Totti, Immobile è compagnia?

D: Allora perché hai accettato di farlo per Vieri?
R: Perché Bobo è diverso, è un gigante buono che ti conquista il cuore. Quando lo intercettavo, ai tempi della Telecom, sentivo le sue telefonate a casa: erano di una dolcezza disarmante, non so come facesse ad esprimere una gamma di sentimenti così puri e sfaccettati senza ricorrere a congiuntivi e condizionali. Ho finito per infatuarmi di lui e per proteggerlo. Un po’ come il protagonista de “Le vite degli altri”, il bellissimo film di Von Donnersmarck che sicuramente tutti i vostri lettori conosceranno.

D: Quando Bobo scoprì di essere oggetto di spionaggio, come reagì?
R: Sulle prime molto bene, perché non sapeva cosa fosse. Quando gli fu spiegato, si preoccupò di essere venuto bene in foto. Quando infine capì, si incazzò come una bestia. Fece un casino, denunciò tutti. Ma quando seppe che per causa della sua reazione io e altri 4 colleghi avevamo perso il lavoro ci contattò personalmente per offrirci una nuova sistemazione.

D: E cioè?
R: Ad un collega ha proposto di fargli da guardia del corpo contro le tipe che lui considerava da una botta e via e che invece si ritenevano sue fidanzate. Ad un secondo assegno il compito di fare scouting tra le neo diciottenni: Bobo è sempre stato attento ai vivai. Un altro è stato assunto per fare gli scherzi telefonici a Brocchi e Maldini. Ad un altro collega ha procurato un posto nello staff tecnico di Inzaghi: spiava gli schemi degli avversari del Milan. A sorpresa, quando hanno esonerato Pippo lui è stato confermato (con tutta l’imbecillità diffusa a Milanello, un po’ di intelligence faceva comodo). A me è andata decisamente peggio: sono diventato la sua ombra quando gli hanno messo in testa questa storia della biografia.

D: Raccontaci questi anni all’ombra di Bobo.
R: Anni meravigliosi. Stare insieme al bomber tra Milano, Ibiza, Formentera è stato un sogno. Il mio compito era semplice: siccome Christian è molto smemorato dovevo solo osservare, ricordare e prendere appunti dei minimi dettagli delle sue giornate. La difficoltà è nata quando abbiamo iniziato a mettere giù il libro. La parte dei fatti andava liscia come l’olio, la difficoltà è stata tradurre in frasi lineari i suoi pensieri contortissimi (e rigorosamente in presente indicativo).

D: Ma in definitiva, Bobo è migliore come attaccante o come playboy?
R: Mah, il Vieri calciatore e il Vieri donnaiolo hanno caratteristiche diverse. Il primo è il classico bomber d’area, potente, pesante, indolente, poco tecnico e fantasioso, egoista. Il secondo è l’esatto opposto: capace di svariare su tutto il fronte femminile (bionde, brune, rosse, alte, basse, piatte, maggiorate), agile nello stretto (l’ho visto sgusciare via a fidanzati gelosi in un fazzoletto), raffinatissimo nelle tecniche di abbordaggio, sempre pronto a migliorarsi, con una creatività che non conosce riposo, sempre pronto a chiudere i triangoli (amorosi). Insomma, se il Bobo attaccante e il Bobo playboy fossero stati una sola persona, il mondo non avrebbe ricordato ne’ Pelè, ne’ Rodolfo Valentino.

G. M.

 

PHOTO CREDITS: http://goo.gl/Is0GcN

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