5 nomi infami per il dopo Marino

 

"Al Campidoglio? Ci andrei di corsa"

“Al Campidoglio? Ci andrei di corsa”

 

E quindi alla fine Ignazio Marino ha gettato la spugna. Sotto assedio mediatico e popolare, messo alla porta dal suo stesso partito, il sindaco di Roma ha annunciato le dimissioni lasciando la patata bollente della sua successione nelle mani di Matteo Renzi. Colui che lo aveva voluto con la determinazione con cui Mancini ha fatto ingaggiare Perisic e Felipe Melo e, secondo un’antica tradizione zen, lo ha scaricato con la nonchalance con cui lo stesso Mancini, quando li incontra alla Pinetina, fa finta di non conoscere Ljajic e Montoya.

Ora Renzi ha l’arduo compito di scegliere. Purtroppo è più forte di noi, non riusciamo proprio a non andare in soccorso laddove vediamo un uomo in preda a un dilemma. E allora come possiamo sottrarci soprattutto quando l’uomo in questione è simpatico e affabile come il nostro premier? Perciò questa mattina, di buon’ora, un nostro emissario è partito alla volta del Nazareno con una missiva da consegnare brevi manu al Presidente del Consiglio. Ma siccome temiamo che il destinatario, che ha un ego paragonabile solo a quello di Mancini, si prenda i meriti di cotanto sapere politico, contestualmente rendiamo pubblica la nostra riservatissima epistola con la rosa dei candidati alla successione di Ignazio Marino.

Con una precisazione: abbiamo ovviamente tralasciato coloro che sono impegnati in cariche istituzionali più importanti, vedi i capitani di Roma e Lazio. Andiamo a presentarvi i nostri candidati, con pro, contro e slogan politico di ognuno di loro.

Zdenek Zeman

Nato a Praga nel 1947, ma italiano d’adozione, Sdengo ha già dimostrato di essere un personaggio bipartisan, riuscendo a farsi amare prima e odiare poi da entrambe le sponde calcistiche della città.

Pro: il Boemo metterebbe in cima alle sue priorità la lotta al doping, dichiarando subito guerra alle organizzazioni criminali che gestiscono lo spaccio. Farebbe trottare gli assessori, cui imporrebbe ogni mattina un allenamento intensivo sui gradoni del Campidoglio. E poi, volete mettere lo spettacolo di vedere la giunta schierata ad ogni consiglio comunale con il 4-3-3 di ordinanza?

Contro: La sua nota predisposizione all’attacco e la sua celebre disattenzione alla fase difensiva renderebbe Roma troppo esposta a nuove infiltrazioni mafiose.

Slogan: Fuori la politica dalle farmacie

Paolo Di Canio

Romano di nascita, nelle sue vene scorre sangue bianco e azzurro. Immediatamente disponibile, essendo stato esonerato da qualsiasi cosa che non siano le tasse, lui e il suo staff risponderebbero alla chiamata con grande entusiasmo al grido di “A noi!”.

Pro: per Renzi rappresenterebbe l’uomo forte, pure troppo, da gettare in pasto a una opinione pubblica frastornata dal mollismo di Marino. Inoltre sarebbe un modo per intercettare il consenso anche al di fuori del PD, tra le fila dei moderati (Meloni, Casa Pound, Salvini).

Contro: bisognerebbe spiegargli che non può fucilare gli elettori romanisti e dichiarare guerra all’Abissinia.

Slogan: Credere, obbedire, combattere (ma scialla, nun me fa prescia)

Carlo Ancelotti

Nato a Reggiolo nel 1959 ma amatissimo a Roma sponda giallorossa, è senza lavoro dopo essere stato silurato da Florentino Perez con una compulsività che ha fatto sembrare Matteo Renzi troppo indulgente e titubante nella recente vicenda romana.

Pro: ha un profilo internazionale che gioverebbe alla Città, soprattutto alle soglie del Giubileo. A Roma inoltre c’è bisogno di un uomo in grado di ricucire i rapporti con la Santa Sede, visto che Marino è riuscito nell’impresa di farsi sfanculare da un Papa che ha perdonato pure Fidel Castro. Chi meglio di lui che è stato per anni alle dipendenze di uno che si crede Dio?

Contro: temiamo che, con lui, il problema delle cene di rappresentanza potrebbe prendere una piega pericolosa.

Slogan: Dalla parte del magna magna

Stefano Mauri

Nato a Monza nel 1980, è un calciatore della Lazio. Fino allo scorso campionato ne era anche il capitano, poi ha perso la fascia a seguito dei guai con la giustizia ma rimane una bandiera bianco celeste.

Pro: sarebbe una vera scommessa. Il nome che spariglia le carte, ma sicuramente uno su cui puntare.

Contro: potrebbero emergere nuovi fatti a suo carico e sappiamo tutti quanto nel PD tengano alla Legge Severino, soprattutto nei confronti degli amministratori degli enti locali.

Slogan: Non c’è trucco, non c’è inganno

Andrew Howe

Californiano di nascita, ma cittadino italiano a tutti gli effetti e romano di adozione e di parlata, potrebbe essere l’outsider ideale, soprattutto considerando l’enorme sensibilità dei romani per gli sport minori.

Pro: sempre attento alle scelte di marketing, Renzi potrebbe sfruttare con lui l’effetto Obama e farne il primo nero sindaco di Roma (non contando Alemanno). Con lui poi l’understatement a tavola sarebbe assicurato, dato che mangia solo Kinder Bueno.

Contro: se gli torna la voglia di fare l’atleta, questo a Roma (tra Olimpiadi, Mondiali e meeting internazionali) lo vedono meno di Marino. In ogni caso, sindaco o non sindaco, il fatto che torni a gareggiare seriamente ci sembra un’ipotesi remota.

Slogan: Bontà a cuor leggero

Alla fine, però, il vero asso ce lo siamo tenuti nella manica, perché non siamo sicuri che Roma, Renzi, il PD e la Nazione intera se lo meritino. Uno che metterebbe tutti d’accordo per esperienza, buon senso, entusiasmo e grinta. Uno che potrebbe disinnescare la bomba che più di ogni altra il premier in questo momento teme: l’affermazione 5 Stelle in una piazza tanto rappresentativa da tirare la volata per le elezioni politiche. E potrebbe farlo perché conosce la città come le sue tasche e sarebbe capace di parlare alla pancia dei Romani come e meglio il miglior grillino. Severo, ma giusto. Uno che, a ‘sti romani che non è mai colpa loro, che si indignano per gli scontrini di Marino ma che non obliterano un biglietto dell’ATM manco sotto minaccia di morte, che se la prendono con la gestione della spazzatura dell’A.M.A. ma che lasciano in strada pure i frigoriferi, che hanno pigliato per il culo questo sindaco perché poco presente ma hanno un tasso di assenteismo più alto d’Italia, a ‘sti romani qua je vorrebbe pure un mondo de bene ma li prenderebbe a calci in der culo dalla mattina alla sera. Occhio romani, che se poco poco Renzi legge Infamedipalla, ve ce lo manda davero. E poi so cazzi. Lo slogan, er sor Carletto, ce l’ha già pronto: “A li mortacci vostra!”

G. M.

 

PHOTO CREDITS: http://www.theteller.it/2015/04/28/il-calcio-nel-pallone-quando-esultanza-fa-discutere/

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