Impressioni di settembre

Il vostro inglese non è fluente? Che peccato, dovrete leggere per intero il post

Il vostro inglese non è fluente? Che peccato, dovrete leggere per intero il post

 

In un periodo della mia vita aspettavo settembre con un sentimento di pura gioia. Per rituffarmi nel mare magnum di allenamenti, convocazioni, trasferte, partite. Per respirare a pieni polmoni l’odore stantio di una palestra che riapre dopo un paio di mesi. Per riprendere a parlare a uno spogliatoio, croce e delizia di ogni allenatore con le sue regole, dinamiche e logiche a volte moltiplicatori, più spesso divisori delle intelligenze individuali.

Per fortuna o purtroppo a un certo punto ne sono uscito, ma mi è rimasta questa fascinazione del nuovo inizio. E con lei quella voglia di di mettermi in gioco, in riga, in forma sempre e solo dopo le vacanze estive. Settembre e le sue promesse, i suoi riti propiziatori, la sua iniezione di fiducia e di ottimismo sono insomma il vero Capodanno degli sportivi (da campo o da divano). Per questo, any given september, in maniera silente o inconscia, ogni sportivo che si rispetti rinnova le promesse matrimoniali con la propria disciplina.

Ho pensato a quelli come me, innamorati cronici della ripresa, della riverginazione, della buona intenzione, leggendo “Altro tiro, altro giro, altro regalo” di Flavio Tranquillo. Quando mi sono imbattuto in Jacob Riis e nel suo stonecutter credo, la frase che trovate in lingua originale in apertura di post. O se siete più fortunati, nelle viscere dell’AT&T Center, lungo il corridoio che porta allo spogliatoio dei San Antonio Spurs, uno dei team con più cultura del lavoro della storia degli sport di squadra. Scritta in ognuna delle lingue madri parlate dal roster multietnico della franchigia texana. Marco Belinelli ed Ettore Messina l’hanno letta così:

“Quando tutto sembra perduto, vado a guardare un tagliapietre che colpisce il masso cento volte senza neppure riuscire a scalfirlo. Eppure al centunesimo colpo la pietra si spacca in due, e io so che non è stato quel colpo, ma tutti quelli che sono venuti prima.”

Trovo questa frase perfetta per chiunque pratichi uno sport e in questo periodo cerchi un mantra per fronteggiare l’ansia da risultato o da prestazione. Vale per la fiducia nel proprio lavoro, nel proprio metodo di allenamento: significa che devi colpire la pietra. E che devi continuare a farlo perché un giorno quella pietra si spaccherà in due. Significa che se fai qualcosa in cui credi, devi continuare a lavorarci ogni giorno. E che non ci sono scorciatoie per il successo: serve la volontà di migliorarsi e la pazienza di aspettare. Vale anche per la fiducia nel proprio gruppo: significa che sei hai un allenatore e dei compagni in cui credi, li sostieni e li supporti perché sai che alla fine completeranno il loro lavoro.

Non solo: questa frase mi sembra anche un memento perfetto per chiunque osservi, segua e tifi una qualsiasi disciplina sportiva. Perchè aiuta a capire e in ultimo a giudicare. Perchè se hai presente lo stonecutter credo, sarà più facile comprendere che i colpi migliori di Andre Agassi non sono solo frutto del suo talento, ma anche e soprattutto delle migliaia di palline colpite al giorno contro il robot da allenamento. O che l’allungo di Stefano Baldini alla Maratona di Atene 2004, quello che gli varrà l’oro olimpico, non è solo il risultato del suo cuore e della sua grinta, ma anche e soprattutto di massacranti training giornalieri. O che i record di Michael Phelps non sono solo figli di un fisico bestiale, ma anche e soprattutto di una infanzia passata in piscina.

Perché il tagliapietre ti consente di guardare il campo con occhi diversi e di realizzare che Larry Bird non avrebbe messo una parte dei suoi tiri senza i blocchi di Robert Parish. O che Fausto Coppi avrebbe vinto qualche gara in meno senza l’aiuto di Michele Gismondi e degli altri suoi gregari. O che Lorenzo Bernardi difficilmente sarebbe stato eletto dalla FIVB “Miglior giocatore di pallavolo del XX secolo” senza le alzate di Paolo Tofoli. O che Diego Armando Maradona avrebbe avuto una carriera molto più breve se non se la fossero accorciata per lui Salvatore Bagni prima e Nando De Napoli poi.

Oddio, lo stonecutter credo sarebbe utilissimo anche per un sacco di altri discorsi non sportivi. Ma c’è D.S. che già così riterrà il post prolisso, contorto, involuto. E io a settembre non ho proprio voglia di litigare. Quindi, buon inizio a tutti.

P.S. – Giusto per sconfessare il mio socio, offro un caffè a chiunque dimostri di aver letto fino in fondo.

G.M.

 

PHOTO CREDITS: http://www.buzzquotes.com/jacob-riis-quote-spurs

Annunci

Un pensiero su “Impressioni di settembre

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...