Il tacco di Meggiorini. Olio su tela

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Meggiorini, visto di tacco

Ci vuole coraggio. Ci vuole quella che gli studiosi di ogni tempo hanno definito “botta di culo”. E naturalmente mezzi tecnici non comuni. Quando nel calcio una scintilla magica fa funzionare all’unisono queste componenti indipendenti e spesso impazzite, succedono cose come il gol di Maradona in serpentina ai mondiali del 1986 o quello di Van Basten agli europei due anni dopo. O ancora come quello di Pelè di testa all’Italia nella finale mondiale del 1970 o quello di Zidane nella finale di Champions League del 2002.

Gesti sbalorditivi e immortali, quando il talento è puro e sfrontato e fa sembrare normalità fatti e imprese improbabili o impossibili. Vabbè, ‘sti signori qua sono divinità e si sono preso il lusso di prodezze alla stregua di opere d’arte proprio nelle occasioni migliori, quando la posta in palio è altissima, il palcoscenico luccica, la storia ti mette sotto i piedi le sue pagine bianche. La loro Gioconda non poteva “accadere” in un momento qualunque. Consentiteci, però, di celebrare una “cosetta” che non ha pretese di immortalità nella storia del pallone (certamente sarà immortale in quella piccola e più modesta dei protagonisti), ma che lascia a bocca aperta per la sua bellezza e per quel senso di irripetibilità che quasi sgomenta. Innanzitutto non è un gol, ma è un assist. Uno dei più belli che si siano mai visti. Riccardo Meggiorini, attaccante del Chievo, è l’essere umano diventato extraterrestre in un attimo meraviglioso, nel tempo di una (appunto) scintilla. Quello in cui decide di lanciarsi alla cattura di una palombella quasi inutile nell’aria di rigore avversaria e si trova di fronte all’eccitante ricatto del pallone che gli fa capire che… o di tacco o nulla. Meggiorini raccoglie audacia, fame, coordinazione e talento e colpisce la sfera con il tacco del piede sinistro, fornendo il più bello degli assist a Paloschi. Come un danzatore, come un sensitivo che non vede – ma “sente” – cosa accade alle sue spalle, come un prestigiatore. Seguono gol e stupore, gioia e disorientamento. Tutto apparentemente facile, ovvio, liscio come l’olio. Olio su tela, appunto.

Il video del tacco di Meggiorini in Chievo-Lazio

Non vogliamo nemmeno pensare che sarebbero bastati, in fondo, un alito di vento, il piedino di qualcuno, centimetri, attimi, sospiri a squarciare la tela e abortire il capolavoro. Oggi come ieri, a Meggiorini come a Maradona, Van Basten, Zidane e Pelè. L’eroe del Chievo non è un fenomeno come questi, ma un bravissimo attaccante della provincia italiana. Non ci sono gallerie prestigiose come mondiali, europei o finali di Champions ad ospitare le sue meraviglie e la sua personalissima Gioconda “accade” in un (in fondo) banale Chievo-Lazio, serie A, anno 2015. Ma la scintilla – o la botta di culo – può succedere a noi, a voi, a loro. E quello che genera è prodigioso sempre e comunque.

D.S.

PHOTO CREDITS: http://www.stopandgoal.net/2014/12/11/squadre/chievo/chievo-verona-meggiorini-mi-sento-casa-rete-dedico-mamma/

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