L’intervista infame: Valentina Vignali

Valentina e la sua passione per il Gioco

Valentina e la sua passione per il Gioco

 

Valentina Vignali non sapevo chi cazzo fosse.

Quest’estate, finalmente, ho avuto il piacere di conoscerla. O meglio, quest’estate ho avuto il piacere di conoscere il culo di Valentina Vignali. Una parte per il tutto. Una figura retorica.

Probabilmente, neanche adesso posso affermare di aver capito chi sia con esattezza questa venere in due pezzi, questo Prozac senza ricetta, questo corpo mangia-like.

Ma una cosa, di Valentina Vignali, l’ho capita.

Ho capito che, oltre ad essere un gran bel culo, Valentina Vignali è un sacrosanto calcio nel culo di chi pensa che una donna che esibisce il proprio corpo, seppur consapevolmente, non possa che essere comunque un semplice oggetto sessuale.

Valentina Vignali è una modella con tanto di copertina per Playboy, testimonial, ombrellina della Moto GP e vera social media addicted. Ma anche, dall’alto del suo metro e ottantatre, una cestista, l’ultimo anno all’Azzurra Basket Vco di Omegna. Una donna, insomma, abituata a lavorare con il corpo e per mezzo del corpo. E a farlo con disinvoltura e libertà, davanti e in mezzo a gente molto meno serena.

Questa è stata senza ombra di dubbio la sua estate calda. Le foto postate sui social mentre era in vacanza hanno causato più arresti (cardiaci) di Expo e Mafia Capitale messi insieme.

Dietrologia di un fenomeno social

Dietrologia di un fenomeno social

Le ho chiesto l’intervista.
E lei, con estrema generosità, me l’ha data.
E se state pensando male, sappiate che la malizia è negli occhi di chi legge.

Partiamo con l’intervista.

D: Valentina, quanto fa 3×5?
R: 15!

Risposta corretta. Così, giusto per azzittire il popolo sempre numeroso dei pensatori sopraffini, dei cervelli a binario morto del “gran culo = zero cultura”. Ora, possiamo partire davvero con l’intervista.

D: Immagino che tu sia consapevole che stai facendo tecnicamente “personal branding”. Ovvero, che stai gestendo te stessa come un brand. Mi chiedo se, quando hai iniziato a promuovere te stessa attraverso i tuoi profili social, ti aspettavi questo seguito.
R: Assolutamente no, è successo ed arrivato tutto per caso. Amici mi costrinsero a iscrivermi a Facebook nel 2008, mi piacque subito e cominciai a postare le prime foto dei miei lavori come modella, sfilate, concorsi di bellezza, sagre della porchetta, queste cose qua (avevo 16,17 anni ed ero una ragazzetta secca e abbastanza rincoglionita). Un po’ alla volta sono arrivati lavori più importanti, televisione e “seguaci”, non so come definirli ma non mi piace chiamarli fan. Pensa te, che per fare la copertina di Playboy di cui poi si è parlato in tutto il mondo perché il mese successivo hanno scattato Kate Moss ( che botta di culo), mi contattarono via messaggio su Facebook e io, incredula all’inizio, convinta che fossero i soliti maniaci, gli risposi pure male.

D: Il tuo modo di comunicare prevede più livelli semantici. C’è il primo, quello estetico, che arriva subito. C’è quello ironico, che emerge soprattutto nelle risposte ad alcuni commenti. E quello più profondo, che consegni ad alcuni post. E’ evidente che lavori molto sulla tua reputazione. Hai mai temuto che la percezione dei tuoi fan si fermi al primo e più superficiale livello?
R: A dirti il vero non ci lavoro granché, nel senso se mi va di postare qualcosa, la posto. Che sia un bel bacio col mio fidanzato, un mega piatto di pasta che mi sto per mangiare, le scarpe da basket appena comprate o la foto al mare dei mesi di allenamento invernale che ti fanno il sedere sodo. Ma indovina tra tutto questo di cosa si ricordano le persone? Lo stesso con le parole; dico quello che penso senza tanti fronzoli o filtri. Purtroppo da dietro uno schermo puoi trasmettere solo una piccola percentuale di ciò che sei. La cosa che mi piace è che tutte le persone che mi seguono sul web o in TV e poi mi conoscono dal vivo mi dicono: ”ah, ma quindi sei una persona super easy, pensavo te la tirassi abbbestia”. Per me è una soddisfazione.

D: L’Italia è un Paese indubbiamente bigotto dal vivo e disinibito nella comunicazione mediata. Un Paese (sicuramente non l’unico) di amanti del buco della serratura. Cosa ne pensi di tutti quelli che sotto ogni tuo scatto scrivono che alla vista del tuo fondoschiena si è alzato pure Lazzaro? Ti sei mai chiesta se questi soggetti hanno la stessa audacia con le rispettive fidanzate/compagne o se in realtà sono solo dei frustrati tori da tastiera?
R: Non avrei trovato frase migliore per descriverli, se non “pisellini findus”. A dirti la verità sono una persona molto ironica, rido di tutto, soprattutto dei miei difetti e limiti, sono autocritica e a volte cattivella con me stessa. Ma non c’è niente di più triste di queste frasi fatte scopiazzate l’uno dall’altro per prendere 2 like e 5 minuti di gloria. Tristezza. Per non parlare degli insulti senza senso; ho conosciuto troioni da combattimento sempre in giro pudiche, mega coperte dalla testa ai piedi. Io convivo da quasi tre anni e non ho mai guardato un uomo nemmeno col binocolo. Però, se fai le copertine sui giornali e le campagne pubblicitarie in costume sei una zoccola.

D: Un altro difettuccio abbastanza italico: siamo piuttosto discriminatori nei confronti delle donne, soprattutto di quelle belle. Nel mondo della pallacanestro ti sei mai sentita danneggiata per il tuo aspetto da top model?
R: Non mi ritengo una top model, non ho le smagliature ma un po’ di cellulite sì. Le top model sono quelle secche secche che non ce l’hanno no? Comunque si: esclusa, disprezzata, e maltrattata. Il mio primo anno con la squadra quando mi trasferii a Roma tre anni fa fu tremendo. Le donne se vogliono sanno essere terribili.

D: Luogo comune: le donne non sanno fare squadra, sono invidiose e questo fornisce un piccolo assist al sessismo imperante. Puoi sfatarlo? Mi incuriosisce molto il rapporto che riesci ad instaurare con le tue compagne di squadra.
R: E’ una cosa strana. Le mie migliori amiche si contano sul palmo di una mano, ma le ho conosciute praticamente tutte con la pallacanestro, quindi dove ho sofferto per invidia ho poi avuto tanto a livello di amicizia. Ho anche fatto un sacco di macelli, morti e feriti…. un giorno poi te li racconto.

D: A proposito di basket, cosa ti piace del Gioco?
R: Non saprei cosa risponderti perché mi piace tutto, non so farne a meno.

D: Ma che tipo di giocatrice è Valentina Vignali? Per dare un personale contributo al sessismo italiano, ti chiedo di descriverti paragonandoti a dei tuoi colleghi maschi.
R: Sono un 4, sono 1,83, leve lunghe ma sono piuttosto leggera (ho sempre preso un sacco di schiaffi e botte da gente di pari ruolo perché pesano sempre minimo 10 kg in più), buonissima tiratrice. Difetti: non sono velocissima di piedi, e mi incazzo facilmente. Paragonare una donna che gioca a un uomo è un insulto per l’uomo. Senza offesa, ma sono due sport diversi. Oggi non insultiamo nessuno, dai.

D: Un’ultima domanda. Scomodando uno dei nostri riferimenti filosofici di sempre: Gigi Marzullo. Valentina, la notte, prima di addormentarti, sempre sottovoce, un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci, quando un giorno vista l’ora è appena finito e un nuovo giorno è appena iniziato, qual è il pensiero che ti accompagna più di frequente prima del sogno?
R: Che palle, domani suona la sveglia!

Grazie, Valentina.

Sento a pelle che si è alzato qualcosa.

Sarà senza dubbio il numero dei nostri infami lettori.

G.M.

L.P.

 

PHOTO CREDITS: https://www.facebook.com/ViolaValentinaVignaliOfficialPage?fref=ts

Annunci

2 pensieri su “L’intervista infame: Valentina Vignali

  1. “A dirti la verità sono una persona molto ironica”.
    Poi se lei posta la foto del culo e, giustamente, commenti con una frase brillante ma beffarda ti banna dal suo profilo.
    Si si Valentina, sei proprio ironica…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...