La mia Italia – Germania 4 a 3

foto ss re

La descrizione di un attimo

 

Sono in tensione sul divano, ho la bocca secca e ho le mani umide. Con il passare dei minuti digrigno i denti, batto i piedi, sudo. E meno male che non tifo per nessuno. Anzi, tifo per tutti. Più precisamente, a ogni possesso cambio squadra.

Proprio ieri ho letto una frase di William B. Yeats: “I migliori non hanno convinzioni, mentre i peggiori difendono le loro con ardore”. Andando avanti di questo passo, diventerò la miglior persona del mondo. Ma il miglioramento personale non c’entra. Cambio squadra perché tifo di volta in volta per chi sta perdendo. Perché fondamentalmente voglio che non finisca. Che vada avanti all’infinito.

All’epoca di Messico 1970 non ero ancora nato. Sassari-Reggio è la mia Italia-Germania 4 a 3. Anzi è meglio di Italia-Germania 4 a 3, perché la mia mente non è obnubilata dal tifo. Guardo la partita e provo puro amore per il Gioco, al di sopra della simpatia per la proposta tecnica di Reggio e dell’empatia per la gente di Sassari e per Meo.

Oltretutto sarebbe difficile scegliere perché sono molto diverse, Reggiana e Dinamo. E sarebbe banale ridurre il tutto a nazionalismo vs esterofilia. Da una parte c’è un progetto che dà molto spazio agli italiani, che valorizza il settore giovanile e che come parco stranieri ha scelto un mix perfetto di gioventù, esperienza, talento e maroni. C’è una squadra che si scambia una quantità di “cinque” doppia di qualunque altra squadra professionistica. C’è un gruppo che sta bene insieme, basta vedere i profili social di Cervi, Cincia, Della Valle, Polonara o Mussini, pieni zeppi di selfie e sfottò da spogliatoio o da trasferta, neanche fossimo in una minor.

Dall’altra c’è tanto, tanto, tanto talento, un progetto che cambia di anno in anno, una proposta tecnica a tempo sottoscritta da un gruppo di giocatori molto eterogeneo. C’è un equilibrio e c’è una chimica di squadra che stanno insieme con la saliva, ci sono giocatori che hanno già firmato per top club per la prossima stagione, c’è un coach che vorrebbe palesemente buttare le mani quando durante un time out disegna uno schema per Sosa e in campo vede Logan che prende il pallone e mette una tripla di tabella. Ma che sfiata come un bufalo e deglutisce, perché sa che in questo modo ha già vinto in stagione Supercoppa e Coppa Italia.

C’erano tutte le premesse per una serie che esaltasse il basket, che (ricordiamocelo) è quello sport che quanto più aumentano gli errori tecnici e saltano gli schemi, tanto più diventa un gioco meraviglioso. Perché a giochi rotti e tensione alle stelle, se sei al di qua dell’Oceano, non puoi dare sempre la palla al fenomeno di turno e mettere gli altri quattro nei quattro angoli. Ma devi continuare a lavorare di spaziature, a leggere situazioni, a cercare mismatch, a prendere vantaggi e trasformarli in fiducia e tiri aperti per i compagni.

C’erano tutte le premesse, dicevamo. Si affrontano due squadre che arrivavano per la prima volta in finale, dopo stagioni regolari e playoff sopra le aspettative di tutti. Reggio è stata quasi eroica, superando una marea di infortuni e problemi fisici, Sassari è partita dal numero 5 del ranking e ha già ribaltato il fattore campo nei quarti e in semifinale. Giocano entrambe inseguendo un sogno e senza particolari pressioni. Ma quello che ho visto in questa gara 6 è davvero oltre ogni umana capacità di mantenere distacco ed equilibrio.

Come Italia-Germania di Messico 1970, anche questa serie finirà 4 a 3. Francamente, non mi interessa per chi. Reggiana e Dinamo hanno rafforzato, per dirla con i Tiromancino, “la fortezza del mio debole” per il Gioco. A questo punto, non mi resta che ringraziare di cuore Attilio e Aurelio per avermelo fatto amare, Francesco per avermelo fatto capire, sedermi e aspettare che arrivi gara 7.

(Ho scritto questo post di getto, a tarda notte, dopo la partita. Mi ero riproposto di farlo decantare, snellirlo, razionalizzarlo. Ho deciso di pubblicarlo così come è nato. Che a correggere e temperare le emozioni a mente fredda siamo bravi tutti).

G. M.

 

PHOTO CREDITS: http://www.lastampa.it/2015/06/24/sport/basket/sassarireggio-emilia-si-va-alla-gara-nAJyf1ua4nBfQUlLG4rO4J/pagina.html

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Un pensiero su “La mia Italia – Germania 4 a 3

  1. e secondo me gli articoli scritti così sono i migliori, che a rivederli e risistemarli vengono solo più brutti. Gran bel pezzo e gran bella serie. Sono nelle tue stesse identiche condizioni, essendomi perso italia-germania e non tifando per nessuna delle due 😀
    Buona gara 7!!

    Mi piace

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