Le ricette infami: il pollo alla diavola

Adriano Galliani mentre imita il pollo alla diavola

Adriano Galliani mentre imita il pollo alla diavola

 

INGREDIENTI. Prendete un gallo e mettetelo a razzolare in un allevamento nei pressi di Arcore. Non uno qualsiasi, ma “l’allevamento più titolato del mondo”, cosa di cui il gallo si gonfierà il petto a ogni occasione utile. Passati gli anni, quando il vostro gallo sarà ormai maturo, mettete nella sua aia una giovane gallina e un papero.

Ad un certo punto il vostro gallo cercherà di sostituire il papero con un manzo argentino, ma la gallina farà le bizze perché non vorrà dividersi dal papero. Convincerà il fattore a tenerlo con sé e a castrare pubblicamente il gallo maturo, che diventerà definitivamente un pollo. Inevitabilmente la gallina si stancherà del suo papero ma sarà ormai troppo tardi per riprendere il manzo, che nel frattempo sarà acquistato da un vicino allevamento (di zebre) dove diventerà in poco tempo l’animale di spicco. A questo punto, i tempi saranno maturi per cucinare a fuoco lento il vostro pollo ormai vecchio e spelacchiato.

PREPARAZIONE. Innanzitutto, prima di metterlo in pentola, legatelo per mantenerlo in forma durante la cottura. Per il particolare tipo di pollo vi consigliamo di usare, al posto del tradizionale spago da cucina, una cravatta gialla che esalterà il volatile facendolo sentire ancora nel pieno delle sue forze. Poi pensate alle verdure e agli aromi: pelate le patate e le carote, affettate le cipolle e lavate le verdure. Mettetele in cottura insieme al pollo, ma non dimenticate un paio di tocchi che saranno essenziali per dare carattere al vostro pollo alla diavola, un po’ oltre la ricetta tradizionale.

Selezionate dall’orto dell’allevamento più titolato del mondo il tartufo brianzolo più elegante e mettetelo in pentola a pressione, con poco olio. Aggiungete un acciughino livornese dal gusto piuttosto acido. Sembrerà che tartufo brianzolo e acciughino non leghino, in questo caso aspettate che il tartufo appaia come bollito e liberatevene, senza preoccuparvi di dove va a finire: l’importante che ne resti l’odore nella salsa. Dopo poco vi disferete anche dell’acciuga, ritenendo che sia ormai cotta a puntino: anche qui, sono rilevanti i sentori. Tra parentesi, il tartufo bollito e l’acciughino finiranno nel solito allevamento di zebre, dove invece legheranno alla perfezione.

Ora il pollo sarà ad un punto di cottura che lo rende ormai incapace di intendere e volere. Mentre aspettate che pollo e aromi si integrino, preparate il contorno: l’ideale sarebbe un piatto di coppa, abbinato a qualche scaglia di parmigiano reggiano, ottenuta da una forma che una volta era vostra ma che avete mandato a stagionare in giro per l’Europa. Ma siccome anche per quest’anno non vi potrete permettere la coppa, e senza coppa non ha molto senso acquistare il parmigiano reggiano, sarà meglio optare per un piatto di bresaola rinsecchita. Siccome sceglierete una bresaola molto giovane, ma sarà necessario che abbia un gusto piuttosto amaro, abbiate l’accortezza di condirla con dell’aceto balsamico proveniente dall’Olanda e prossimo alla scadenza (il migliore è l’aceto Clarenzio).

Quando avrà assorbito i profumi della salsa di tartufo e acciughino, lasciate riposare il pollo cotto nel ricordo del papero volato via, del manzo argentino e del pezzo di parmigiano stagionato. Tutto questo mix rimpiazzerà il peperoncino, ingrediente ormai introvabile nell’allevamento più titolato del mondo.

A questo punto il vostro pollo avrà finalmente quell’inconfondibile sapore di diavolo. Ma occhio alla presentazione in tavola: l’ideale è servirlo in una ciotola comoda, molto alta e con delle grandi maniglie laterali che facilitino l’impiattamento. Non sarà difficile trovarla: nell’allevamento più titolato del mondo ce ne sono sette, tutte impolverate, conservate nell’appartamento dell’anziano fattore insieme al cerone e al viagra.

G.M.

 

PHOTO CREDITS: http://www.giornalettismo.com/archives/231676/catania-milan-la-foto-del-goal-e-truccata/adriano-galliani-3/

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