Mettete quei pugni chiusi in un tweet

Tommie_Smith

Appunti per un tweet rivoluzionario

 

Dei pugni chiusi di Tommie Smith e John Carlos lo sport avrebbe ancora bisogno. Avrebbe bisogno di chiudere in uno scatolone per qualche minuto lustrini, paillettes e montagne di soldi e di recuperare una maschera un po’ sfrontata e (in senso buono) militante. Allora, sullo sfondo delle Olimpiadi messicane del 1968, c’erano l’America razzista, i carrarmati sovietici a Praga, la strage di studenti a Città del Messico, il Vietnam. Oggi l’Islam integralista e la guerra di religione, i traffici di migranti, la globalizzazione selvaggia e la stessa America razzista di ieri.

Un gesto così plateale e “scorretto”, come quello dei due velocisti neri in Messico, manca terribilmente all’epoca che viviamo. Allo sport e agli sportivi contemporanei. Magari anche solo un tweet, ma rivoluzionario. Che probabilmente non avrebbe la stessa forza simbolica di quei pugni chiusi in un guanto nero quel pomeriggio olimpico a Città del Messico, ma basterebbe. Un atto di coraggio civile. Una presa di coscienza dello mondo dello sport e del suo ruolo sociale e inevitabilmente politico. Perché di diritti umani e giustizia c’è bisogno esattamente come allora.

Chi potrebbe farlo? Da chi aspettarselo un gesto così? Da Serena Williams o Usain Bolt in nome e per conto dei neri degli Stati Uniti e del continente americano? Da Leo Messi o Mesut Ozil come emblemi dei migranti del mondo? Da Heba Abd El Gawad o Sarah Attar in rappresentanza degli atleti di religione islamica? Da questi o – senza distinzioni di disciplina, sesso, latitudine – da qualunque audace e “disobbediente” Tommie Smith o John Carlos dei giorni nostri.

Loro, nel 1968, si “guadagnarono” una vita d’inferno in conseguenza di quell’atto irriverente. Furono minacciati, cacciati dalle competizioni sportive, fu impedito loro di procurarsi un lavoro. Ma era il 1968 e i fatti del mondo giungevano all’opinione pubblica, pochi e sbiaditi, da una finestrella. Nel 2015 i fatti del mondo inseguono l’opinione pubblica, sono lì, dieci, cento, un milione di volte. Insomma, infinitamente più di mezzo secolo fa, un gesto così è facile.

Dai, serve un simbolo per una nuova rivoluzione. Dai, mettete in un tweet i pugni chiusi di Tommie e John.

D.S.

 

PHOTO CREDITS: http://www.hellomagazine.com/celebrities/201206158304/olympic-games-best-moments/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...