Una vita da gregario

Vuoi fare il gregario? C'è la fila

Vuoi fare il gregario? C’è la fila

 

Ogni volta che ci avviciniamo al Giro d’Italia sono assalito dallo stesso dubbio amletico: il ciclismo è uno sport di squadra o individuale? Le discipline collettive, che ve lo dico a fare, sono quelle in cui in cui Platini e Bonini hanno vinto lo stesso numero di scudetti anche se “Avvocato, non si preoccupi se fumo io. L’importante è che non fumi Bonini che deve correre anche per me”. Quelli in cui si vince e si perde tutti insieme e, a occhio e croce, il ciclismo non è tra questi.

Quindi le due ruote sono uno sport individuale, uno di quelli in cui l’atleta compete singolarmente, essendo artefice unico del proprio risultato? Direi di sì, se non fosse per un unico, trascurabile dettaglio: i gregari. E cioè quei professionisti che non gareggiano per sé ma per il corridore principale. Che aiutano passandogli i rifornimenti, facendo la spola con l’ammiraglia o, in casi ai limiti dell’annullamento personale, ritirandosi per cedergli la bicicletta in caso di guasto o foratura. Certo, ci sono anche azioni un po’ più tattiche: succede di tirare il leader, e cioè di posizionarglisi a turno davanti, “aprendogli” l’aria davanti, migliorando le condizioni aerodinamiche e facendogli risparmiare energie in vista della volata. Oppure di rallentare i suoi principali competitors, agendo come forze di interposizione. Comunque, mansioni confinanti più con il servilismo che con l’essere compagni di squadra.

Ogni volta che sto per arrivare alla chiusura del ragionamento e sto per concludere che il ciclismo è uno sport individuale, succede la stessa cosa. Mi perdo nella contemplazione della figura che rende complesso il dubbio: il gregario. E cioè uno sportivo che non è un vincente perché non vincerà mai, non essendo questa una eventualità contemplata dal suo status. Ma, proprio per questo, non è neanche un perdente. Semplicemente è uno sportivo che decide di non competere. Ma perché un ciclista dovrebbe accettare di fare il gregario? Ci sono almeno tre tipi di risposte. C’è chi lo fa come apprendistato avendo la testa, l’ego e la personalità del leader. Ad esempio, prima di diventare El Diablo, Claudio Chiappucci è passato attraverso anni di gregariato in Carrera. Poi c’è il campione che, per il declino di alcune caratteristiche fisiche e tecniche, dovrebbe farsi da parte ma diventa gregario, magari con l’ambizione nascosta di trasformarsi in “cacciatore di tappe”. Come Ivan Basso, che a 37 anni è l’ultimo uomo di Contador sulle grandi montagne, o Alessandro Petacchi, che a 41 aiuta Cavendish negli sprint, o Gianni Bugno, che ultratrentenne approdò alla corte di Tonkov come specialista d’alta quota contro Pantani.

Infine c’è chi, pur mantenendo i ritmi del professionista, capisce ben presto di non avere attitudine, fisico e talento per eccellere. Non è veloce nelle volate, non è performante in salita, non ha tenuta e recupero in più giorni consecutivi, non è un mostro a cronometro. Fondamentalmente è un realista che sa di non poter diventare un campione e accetta di diventare un subalterno di cui nessuno ricorderà il nome. Una figura che esercita su di me una potentissima fascinazione da quando, piccolissimo, ho letto Gianni Rodari:

“Filastrocca del gregario
corridore proletario,
che ai campioni di mestiere
deve far da cameriere,
e sul piatto, senza gloria,
serve loro la vittoria.
Al traguardo, quando arriva,
non ha applausi, non evviva.
Col salario che si piglia
fa campare la famiglia
e da vecchio poi si acquista
un negozio da ciclista
o un baretto, anche più spesso,
con la macchina per l’espresso”

G.M.

 

PHOTO CREDITS: http://blog.medalinframe.it/gregario-nel-ciclismo-quale-suo-ruolo/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...