Ferrero, cordialmente sul culo

massimo_ferrero

Er Viperetta si prepara al morso

 

Ho diffidato di lui fin dall’inizio. Mentre una serie A sempre più depressa ne faceva immediatamente uno dei suoi personaggi copertina, osservavo con un certo sospetto Massimo Ferrero e tutto il suo repertorio di uscite sopra le righe, sparate strampalate e gaffe pericolosissime. Ma sono volubile per indole e garantista per cultura quindi, prima di farmelo ufficialmente e pubblicamente essere indigesto, ho sospeso il mio giudizio per mesi.

Con tutto l’armamentario di facce e corna scaramantiche a beneficio di telecamera, discutibili usi di sciarpe blucerchiate, galoppate sul terreno di Marassi a ogni vittoria, il neo presidente mi dava l’idea del bulletto un po’ naif che si diverte col suo nuovo passatempo. Gli passerà, pensavo. Aspettiamolo ai primi pareggi scialbi, alle prime partite apatiche, alle prime domeniche autunnali. Poi l’autunno è arrivato davvero e non ha donato a Ferrero alcun briciolo di sobrietà, anzi. Ma proprio mentre stavo per emettere il mio giudizio sommario di inutile buffone, Ferrero mi ha sorpreso. E’ stato quando, volendo difendere un Massimo Moratti liquidato in malo modo da Thohir e dai vertici interisti, si è lasciato andare a un eloquente: “Glielo avevo detto io, di cacciarlo quel filippino…”. Avendo un debole per Moratti e per la sua signorilità, questa difesa spassionata e politicamente scorretta mi aveva colpito, più per la sostanza che per la forma. Quando ho saputo che Ferrero era stato inibito per tre mesi, ho addirittura preso le sue parti in qualche discussione da bar (virtuale): “Per la FIGC esiste il reato di filippinità o di filippinismo?”. “Ma è la stessa FIGC che elegge Tavecchio, che condanna qualcuno per un insulto razzista?”. “Che poi, avesse parlato di colf, badante, servo avrei capito. Ma ha solo confuso un originario di Jakarta per un originario di Manila”. “Mica ha parlato (lui) di banane!”.

Peccato che, mentre iniziavo a guardarlo con un qualche strano tipo di interesse, Er Viperetta ha definitivamente esondato. Complici gli ottimi risultati della Doria sul campo, è diventato un personaggio capace di trascendere i già labili confini del mondo del calcio. Selfie, tweet e retweet, avances e serenate in diretta a presentatrici, litigi con giornalisti sportivi, addirittura una performance al festival di Sanremo come non se ne vedevano dai tempi di Benigni che salta addosso a Pippo Baudo. Nel mezzo: una campagna acquisti invernale più confinante con velleità di showbiz che con le esigenze sportive, l’incapacità o la non volontà di gestire l’insofferenza di mister Mihajlovic (che lui chiama Sinisa perché la volta che è andato più vicino ad azzeccarne il cognome lo ha battezzato Mignalocic), una esuberanza non proprio in tono con i risultati in calo della squadra. Ora, nel momento peggiore della Samp, con soli due punti nelle ultime quattro partite, arriva il derby della Lanterna. E la settimana si apre con un vaneggiante comunicato firmato da Ferrero, in cui difende a spada tratta squadra, “che non può essere messa in discussione”, e allenatore, cui addirittura sente l’esigenza di confermare la fiducia. Come se qualcuno li avesse attaccati. Come se non fosse sotto gli occhi di tutti che la Doria sia una delle sorprese del campionato. Come se non riuscisse proprio a stare lontano dal palcoscenico anche a costo di sparare cazzate gratuite.

Voi mi direte: che bisogno c’è di accanirsi su Ferrero, con tutti i personaggi che pascolano in serie A? Basti pensare al suo dirimpettaio Enrico Preziosi e ai suoi problemi con l’Iva del Genoa, il calcioscommesse, la retrocessione per illecito sportivo e addirittura il Daspo. O alla vagonata di parrucconi isterici che sclerano al primo rigore fischiato, scappano da riunioni in Lega in motorino, taroccano o accusano di taroccare le moviole. Questo qui (almeno) porta un po’ di leggerezza e di aria nuova. E poi, non è forse vero che negli anni il nostro calcio ha amato personaggi come Anconetani, Rozzi, Massimino, o sopportato altri come Gaucci, Cellino e Zamparini? Sacrosanto, ma volete proprio sapere cosa trovo di diverso e di insostenibile in Ferrero? La sensazione che, a differenza di tutti i suddetti presidenti da avanspettacolo, che utilizzavano la propria immagine per aiutare, proteggere o esaltare la squadra, mi sembra l’unico a fare il contrario. A usare l’enorme cassa di risonanza pallonara come amplificatore del proprio ego. Non che la vanità sia un peccato mortale, ma non ho tutt’ora capito se il suo primo obiettivo sia andare in Europa o in TV. Perché la caciara è un mezzo certo per fare audience, un po’ meno per fare la Champions. Per tutto questo, e molto altro, Massimo Ferrero mi sta cordialmente sul culo.

G.M.

 

PHOTO CREDITS: http://www.zimbio.com/pictures/Fo1U_sdJKry/AC+Cesena+v+UC+Sampdoria+Serie/s_iVw5ka-NK/Massimo+Ferrero

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...