Da domani inizio a correre

dimagrire-correndo

L’unica cosa su cui si risparmia, la sola fondamentale

 

Solitamente accade il 26 dicembre intorno alle ore 17:30, tra il terzo digestivo e l’apparizione dell’Arcangelo Gabriele con la collana di salsicce al posto dell’aureola e due sperlunghe di insalata russa al posto delle ali. Dopo 36/48 ore agli arresti domiciliari scontati alla tavola della mamma o peggio della nonna, ci si ritrova a valutare il break even point tra voracità e dignità, tra autodistruzione e amor proprio. Proprio in questi frangenti in molti scatta l’assunzione di responsabilità con tanto di colpo a mano aperta sulla sopra citata tavola: “Basta! Da DOMANI inizio a correre!”. Normalmente, la sequenza di eventi che si innesca è pressoché immutabile:

#1 la mattina dopo ci si reca nel più vicino punto vendita Decathlon con un approccio simile a quello di chi sta per andarsi a chiudere in un bunker dopo l’allarme bomba nucleare.

#2 siccome il reparto running è CASUALMENTE ricolmo di prodotti blu (quelli in promozione), si acquistano TUTTI. Soprattutto abbigliamento tecnico per tutte le stagioni (anche se due su quattro non esistono più), con taglie decrescenti andando verso l’estate e contando sull’imminente e inevitabile dimagrimento.

#3 si fa particolare attenzione a cadere in sistematica contraddizione, acquistando una buona dose di materiale per correre con temperature polari anche se si risiede a Modica, Taranto o Lamezia Terme. O prodotti catarifrangenti, anche se si programma di uscire solo alla domenica mattina. O gli occhiali da sole da runner (che non si capisce in cosa si distinguano da quelli normali), anche se si pensa di allenarsi solo dopo le 20:30.

#4 si aggiunge al carrello della spesa un buon cardiofrequenzimetro, preferibilmente con GPS integrato, un cinturino da braccio porta smartphone, uno porta iPod,un polsino porta chiavi e una cintura porta borraccia.

#5 andando in cassa, si passa attraverso il reparto integratori alimentari/idratazione, che viene fatto oggetto di sciacallaggio come neanche i supermercati in “Cecità” di Saramago.

#6 prima di rincasare, si passa in libreria e si acquista il “Manuale del runner” e altri due o tre libri sulla dieta dello sportivo. Nel tragitto verso casa ci si ferma alla prima edicola utile e si acquista l’ultimo numero di “Men’s Healt”, ripromettendosi di fare l’abbonamento annuale.

#7 si gira in lungo e in largo la città alla ricerca di un’armeria in cui acquistare uno spray al peperoncino per tramortire i tossici o i cani randagi, a seconda che si decida di correre in periferia o in campagna.

#8 guidando verso casa, con una mano si tiene il volante e con l’altra si scaricano RunKeeper, Runtastic ed Endomondo e li si linka a Facebook e Twitter, perché la socialità è una parte fondamentale della motivazione. Dopodiché si entra in un qualsiasi negozio di telefonia e si passa al gestore telefonico che garantisce la migliore copertura 3G sul percorso di allenamento scelto, perché, anche se abbiamo il GPS, non si sa mai.

Il possesso di tutto questo ben di Dio genera l’ovvia aspettativa di essere un runner. Per questo, il giorno successivo al sacco del Decathlon ci si sveglia presto, ci si veste come una specie di Robocop e si esce con la convinzione che, giusto per tenersi bassi, si faranno i diecimila metri. Ma si torna a casa dopo venticinque minuti, con due bolle ai piedi grandi quanto le tette di Carmen Di Pietro prima che esplodessero in volo. Perché, in tutto questo popò di armamentario, l’unica cosa su cui si è risparmiato è la sola fondamentale: un paio di scarpe decenti. Passeranno un paio di settimane in cui, tra impacchi, disinfezioni e balsami, il ruolo dei piedi sarà centrale come neanche nei film di quel noto feticista di Quentin Tarantino. Quando le verruche saranno passate, con loro sarà evaporato anche l’entusiasmo per la corsa, anche perché nel frattempo sarà arrivata la seguente rivelazione: a smaltire le calorie del periodo natalizio penserà, come ogni anno, il solito logorio della vita moderna. Peccato solo per quei 250/300 euro bruciati come neanche Michael Douglas/Gordon Gekko in “Wall Street” di Oliver Stone.

P.S. Siccome corro da un po’ e con una certa costanza, e ogni anno in questo periodo mi capita di essere superato da corridori con abiti sfavillanti e falcata volitiva che inevitabilmente accosto sette/otto minuti dopo in preda ai conati di vomito, mi permetto di dare un paio di suggerimenti ai coglionazzi alla prima uscita:

– scegliete sempre percorsi circolari, brevi e da ripetere: eviterete di correre per 4 km prima di scoprire di non avere gambe per tornare indietro. E l’umiltà necessaria per chiamare e farvi venire a prendere.

– per evitare di sopravvalutarvi e fare cazzate, invece di ascoltare Spotify, ascoltate il vostro corpo.

– se l’obiettivo è bruciare i grassi, meglio 45’ all’intensità di Antonio Cassano durante la partitella del giovedì con gli Allievi, che 15’ a quella di Cristiano Ronaldo durante la finale di Champions.

G.M.

 

PHOTO CREDITS: http://salute.leonardo.it/correre-per-dimagrire-ecco-come-perdere-peso-correndo/

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