Letterina alla riserva di Babbo Natale

Il nostro Babbo mentre festeggia Natale

Il nostro Babbo mentre festeggia Natale

 

Ma quale Babbo Natale potrebbe leggere mai una letterina #infamedipalla o, men che meno, esaudirne le richieste? Nessuno. Infatti noi – infami, ma non gonzi – non ci mettiamo nelle condizioni di farci spernacchiare da un vecchiarello rincoglionito quasi come Dino Zoff dopo la grappa e prima della pennica post prandiale. La nostra lettera la mandiamo a un Babbo Natale di riserva, uno che aveva stoffa ma si è un po’ buttato via. Uno che ora legge le letterine scartate da quello titolare e si occupa dei sogni di gente come Norbert Hof*, Carlos Monzon** o Dean Richards***.

Allora, caro Babbo Natale, porta un po’ di cartilagine per le caviglie, di quella resistente, magari da prendere in compresse. Portala al medico di famiglia di Van Basten e convincilo a prescriverla a lui e a mandarlo a Milanello dopo la cura. Poi prendi Torres, mettilo in un pacco e mandalo ai tifosi dell’Albacete, anche se non te lo hanno mai chiesto.

Regala un container di camomilla a Fabio Fognini. Oppure un coupon per un analista bravo che gli spieghi che se ti chiami John McEnroe certe stravaganze sono fighe, ma se non sei mai entrato nei primi dieci Atp passi per uno che si è buttato via.

Fai trovare sotto l’albero a Carolina Kostner un fidanzato nuovo di zecca, uno che si meriti il suo amore che diventa paraocchi, non uno scimunito come Alex Schwazer. Ma spiegale prima che le bugie non si dicono, neanche se te lo chiede l’uomo di cui sei innamorata.

Giacché ci sei, fai incontrare ad Alex Schwazer una stronzissima che lo seduca, gli sputtani tutto il patrimonio personale e poi ottenga un divorzio milionario. Insomma, fagli incontrare una Veronica Lario 2.0.

A tutti i dirigenti, di tutti i club e di tutti gli sport italici, porta un briciolo dell’ironia di Peppino Prisco, che tanto lui nelle discussioni al Bar Sport del Purgatorio si annoia e non sa che farsene.

Dona ad Andrea Bargnani un po’ della voglia di Marco Belinelli. Se, come crediamo, non dovesse funzionare, devolvi a Danilo Gallinari le ginocchia di Andrea Bargnani. Come tentativo estremo, dai a Belinelli il talento di Bargnani e Gallinari, basta che ci regali un cazzo di italiano dominante in NBA.

Ah… a proposito, puoi regalare un po’ di minuti al 13 dei Pistons? Che assomiglierà anche molto a Gesù, ma da quando ha lasciato Roma per Detroit più che altro è ai piedi di Cristo.

Porta una agenda decente a Valentino Rossi, così quest’anno si ricorda di pagare le tasse.

Fa’ che il piccolo Andrea Bovolenta, il figlio che Vigor non ha fatto in tempo a vedere, diventi il più forte pallavolista italiano di tutti i tempi. Anche perché non è poi un’impresa così titanica…

Porta Kobe Bryant al campetto dietro casa di MJ, così che His Airness possa finalmente togliersi due o tre sassolini dalle Air Jordan.

Monta di nascosto un’unghia incarnita a Byron Moreno non appena si sarà iscritto al Cammino di Santiago di Compostela.

Fai vincere lo scudetto alla Sampdoria, perché il Viperetta che fa il giro di campo a Marassi a torso nudo e con i capelli blucerchiati sarebbe uno spettacolo indimenticabile.

Convinci gli indiani a restituirci Del Piero e Trezeguet e, visto che ci tengono, in cambio possono tenersi i due marò.

Intercedi presso qualche ufficio, in alto, e dì al Responsabile che il nuovo Carl Lewis lo deve fare italiano. Già che ci sei, chiedi un po’ quando nasce il prossimo Roby Baggio.

Entra in casa di Sammer, lascia i regali per i figli e rubagli il Pallone d’Oro. E poi mettilo al suo posto, sotto l’albero di Franco Baresi o di Paolo Maldini.

Visto che sei nei dintorni di Milano, fai una rapida deviazione a Cremona e piazza lo scudetto 1997/1998 nel presepe di Gigi Simoni, che se lo merita.

Metti in commercio per tutti i telecronisti del mondo la voce rauca di Galeazzi, quella degli ultimi duecento metri degli Abbagnale.

Riportaci al 17 luglio 1994 a Pasadena e allarga la porta.

Ridacci, per una sola domenica a pranzo, il pendolino di Maurizio Mosca.

Ridacci indietro Marco Pantani per una sola salita, Ayrton Senna per un solo sorpasso, Pietro Mennea per un solo allungo. E – fuori tema – Fabrizio De André anche solo per una chiacchierata al bar sul suo tanto amato (anche se non lo sa nessuno) Grifone.

Quanto a te, datti una ripulita e tieniti pronto. Che prima o poi inventano il turn over pure per i Babbi Natale.

Grazie,

Danilo e Gianni

* terzino della Nazionale austriaca di calcio che nel 1970, durante una partita con l’Italia, entrò da dietro sulle gambe di Gigi Riva, procurandogli la frattura della tibia e del perone

**campione argentino di pesi massimi di pugilato negli anni Settanta, a lungo alle prese con gravi problemi con l’alcol, che in seguito a una lite nel 1988 ha strangolato la terza moglie Alicia Muniz

***allenatore di rugby britannico che nel 2009, insieme al suo giocatore Tom Williams, orchestrò un finto infortunio dello stesso (con tanto di fialetta di sangue) per consentire il rientro in campo di un suo compagno di squadra

 

PHOTO CREDITS: http://www.nerdsrevenge.it/2013/12/28/bad-santa/

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