Palombella di cristallo

alberto_tomba

Alberto Tomba (senza coppa di cristallo)

 

L’altro giorno mi chiedevo che fine ha fatto la coppa di cristallo che Alberto Tomba lanciò dal podio all’indirizzo di un fotografo dopo una gara di Coppa del Mondo nel 1995. Di sicuro c’è che colpì l’uomo ferendolo a un dito. Ma poi? Cadde? Si ruppe? Fu restituita allo sciatore?

E’ il 18 dicembre 1995. C’è il Gigante in Alta Badia. Tomba finisce terzo e non gradisce. Sale sul podio insieme al primo e al secondo della gara. In basso tifosi festanti e soprattutto decine di fotografi che sparacchiano flash. Il nostro ne scorge uno. Lo scruta, sorride acidamente, studia una mossa per fargliela pagare. Ma cosa? Qualche anno prima, quando Tomba era alla soglia della notorietà, Aldo Martinuzzi lo aveva ritratto nudo in una sauna. Poi aveva venduto gli scatti a qualche giornale gossipparo. Sopraggiunta nel frattempo una dose cospicua di vittorie, medaglie, notorietà e appeal per la cronaca rosa, quei giornali avevano pubblicato Tomba nella sauna a furor di pettegolezzo. Procurando il fastidio della Bomba e qualche grana con l’Arma dei Carabinieri.

Vendetta. Tomba, dal palchetto della premiazione, si mette in posa, poi cerca il bersaglio con lo champagne formato magnum che per fortuna non giunge a destinazione. Quindi né su Martinuzzi, né su altri ignari fotografi. Qualcuno non capisce e interpreta il gesto come una pericolosa forma di entusiasmo, peraltro ingiustificato a fronte del risultato conseguito (ma in fondo conforme al personaggio). Subito dopo ritenta con la coppa di cristallo. Palombella e trofeo sul corpo di Martinuzzi, che prova a scansarsi, ma viene ferito lievemente a un dito. A dissolvere in parte lo stupore dei presenti bastano il dito alzato e sanguinante del fotografo che sembra sfidare Tomba e la lunga serie di improperi supplementari di quest’ultimo verso il primo. E’ chiaro che i due non sono amici.

La cosa proseguirà davanti ai microfoni poco dopo, quando Tomba – con una tesi tragicomica – dirà che avrebbe voluto passare la coppa alla sorella che festeggiava lì nel mucchio, ma che proprio in quel momento una leggera e involontaria spinta alle sue spalle da parte dell’allenatore di uno dei premiati, aveva deviato sfortunatamente il tiro su quel fotografo. Che, invece, spiegherà perché stava sulle palle allo sciatore, oltre al fatto di essere “vivo per miracolo” e “pronto alla denuncia alla polizia e non ai carabinieri”, naturalmente per non rischiare di trovarselo di fronte in caserma. Seguono processo, condanna e risarcimento (in lire).

Tutto chiaro, tranne il destino del trofeo. Youtube non aiuta. Le cronache nemmeno. Ci fu qualcuno che raccolse la coppa (o i cocci di cristallo) e la restituì a Tomba? Oppure fu trafugata approfittando della confusione? La prese la sorella? La storia di Tomba, dello sci, del Paese, impongono la verità. Chi sa parli e sciolga questo dubbio infame e forse inutile.

D.S.

 

PHOTO CREDITS: http://www.nebrodi24.it/2014/07/25/campione-secolo-alberto-tomba-lospite-donore-walk-of-fame/

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