Pura gioia

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Lì, dove cresce l’infame di palla

 

Perché siamo qui. Perché infami di palla.

Un blog per parlare di sport in modo obliquo, storto, dissidente, libero. Un po’ allegro, un po’ malinconico. Per simboli e per facce, storie, gesti. Persino per un tatuaggio, un taglio di capelli, un’esultanza, una somiglianza, un tiro, una parata. Perché la cronaca sta dappertutto (e poi va fatta lì, sul campo). Le opinioni pure. Le metafore, invece, sono più rare. Anche se nessuno ce lo ha chiesto, siamo qui, intenzionalmente un po’ infami di palla e dalla parte degli infami di palla.

Siamo il sindacato degli infami di palla. Dei fantasisti del sabato pomeriggio che non faranno mai un tocco di prima e che l’unico triangolo che hanno chiuso negli ultimi dieci anni è quello dell’auto in panne, all’arrivo del soccorso stradale. Dei playmaker delle partite infrasettimanali di prima divisione, che non vedranno neanche uno delle decine di tagli dal lato debole e che il solo scarico che conoscono è quello del loro bagno. Degli schiacciatori con le caviglie in disordine che attaccheranno tutte le seconde palle e che appena vedono un muro (fosse anche quello della loro cucina) devono provare a sfondarlo. Dei tennisti con l’artrosi che prendono i colpi interlocutori come un’offesa personale e durante gli scambi di riscaldamento picchieranno un po’ troppo forte anche se l’altro sta palesemente solo palleggiando.

Insomma, difendiamo i diritti di quelli cresciuti ostentando la propria sfacciataggine, appuntita con quel temperino affilatissimo che è il nostro Paese, con le sue manie di grandezza e le sue bassezze quotidiane. E di quelli che al primo tentativo di appuntirsi hanno rotto la grafite nel temperamatite e son rimasti spuntati. Finendo per subire quotidianamente il capo in ufficio, la moglie in casa, l’amico brillante e seduttivo a cena, il prepotente in sala d’attesa. Con un’unica occasione di rivalsa: la sera (solo una a settimana) in cui – calcetto, basket, volley, tennis o altro – potete stare sicuri che la palla sarà loro. Non si scuseranno con nessuno e fanculo pure la pietas: infieriranno sul portiere, sul difensore diretto o sull’avversario al di là della rete, se ne avranno l’occasione. Perché questo sarà il loro modo di scrollarsi di dosso le frustrazioni giornaliere.

Sarà che sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi, ma hanno un fascino incredibile gli infami di palla. Ecco perché il blog (per noi stessi innanzitutto, poi per chi volesse leggere). Perché prendiamo la palla e, fenomeni o no, giochiamo. Per uscire dai gangheri, per dribblare gli avvilimenti quotidiani, per pura gioia.

D.S.

G. M.

 

PHOTO CREDITS: stockphotos.io/user/MirjaVM/

 

 

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